Lebanon
Siamo di fronte ad un capolavoro, va detto. Non ho visto tanti film di guerra finora, ma questo è sicuramente quello che la rappresenta meglio. Inizialmente sembra di stare in un videogioco stile Call of Duty, invece è realtà. E’ la guerra vera. E’ stato presentato al Festival di Venezia, e non è un caso che abbia vinto la Palma d’oro come miglior film. Merita la visione perchè fa capire più di qualsiasi altra cosa l’orrore, l’inutilità, e soprattutto il danno a cose e persone provocato dalla guerra. Va fatto vedere nelle scuole, ai ragazzi, ma anche agli adulti (soprattutto quelli che non sono contro la guerra). Uno dei primi aggettivi che viene in mente all’inizio del film è “geniale”. Perchè? Per la tecnica di ripresa che ha utilizzato il regista. “Lebanon” è ambientato, come lascia intendere il titolo, durante la guerra del Libano del 1982. E’ stato paragonato a “Valzer con Bashir”, ma l’unica cosa che li accomuna è il periodo storico. Il film si apre subito con una splendida sequenza: un campo di girasoli appassiti, che piano piano grazie al vento iniziano a muoversi sempre più. E’ indice del fatto che le cose stanno cambiando, che la guerra sta iniziando. Ed è qui che si pensa all’aggettivo “geniale”, quando ci si accorge che il film è totalmente ambientato all’interno di un carro armato, e che lo spettatore vede ciò che succede attraverso il mirino del carro armato stesso. Un modo certamente originale, e soprattutto coinvolgente, per raccontare la vicenda. E’ come se in guerra ci andassimo noi, l’immedesimazione è pressochè totale. Della guerra viene fatto vedere tutto, anche i momenti più particolari, ed è questo a renderlo ancora più vicino allo spettatore ed alla realtà. La pellicola vola via in un attimo, grazie ad una regia come già detto ineccepibile, una sceneggiatura semplice ed una durata perfetta (finisce quando deve finire, senza se e senza ma). E’ di una durezza e crudezza impressionante, tant’è che è V.M. 14, perchè molti sono i feriti che sono mostrati, sempre per far capire ciò che la guerra provoca. Si notano dei primi piani molto stretti, stile Sergio Leone, che non possono non emozionare, non possono lasciare indifferenti. E’ una guerra vista con gli occhi, i nostri occhi, e quelli dei protagonisti che non sono i soliti personaggi duri e senza cuore. C’è spessore in questo film, c’è la descrizione della guerra. Ogni altra cosa è superflua, tant’è che scene superflue non ce ne sono. Assenti. Ha strameritato la Palma d’oro, per quanto mi riguarda merita anche l’Oscar come miglior film straniero (altro che “Baarìa”…). Entra tra i miei film preferiti. Esempio di pellicola utile e realizzata magistralmente. Da vedere e da premiare.
Filed under: Cinema | 1 Comment
Tags: 2009, Cinema, danmartin, Dudu Tassa, fenomeno, Itay Tiran, Lebanon, Michael Moshonov, Oshri Cohen, Reymond Amsalem, Samuel Maoz, Yoav Donat, Zohar Shtrauss
One Response to “Lebanon”