Giù al nord

01Mag09

Non lo vidi al cinema perchè non lo ritenevo all’altezza: mi sbagliavo. Di solito quando mi reco in una sala cinematografica sono sempre alla ricerca del capolavoro, di una valutazione media della critica che oscilli tra le quattro e le cinque stelline. “Giù al nord” è una commedia francese, molto francese. E’ piena di dialoghi, situazioni, scene che riguardano da vicino i francesi. Ci è voluto molto coraggio a distribuirlo in Italia, come anche nel resto del mondo. Il lavoro maggiore per questo film, infatti, credo sia stato fatto dal doppiaggio (parlo ovviamente della distribuzione italiana) che ha dovuto praticamente riscrivere gran parte dei dialoghi per renderli “comprensibili” o comunque con effetto comico a noi italiani. La storia è molto semplice: un direttore delle poste viene trasferito dal sud della Francia al nord della nazione stessa. La reazione non è delle migliori: per chi abita al sud, il nord è visto come il male assoluto, un luogo terribile. Diciamo che, a rendere questa pellicola “universale”, è proprio questo fattore: anche in Italia, infatti, il rapporto tra nord e sud non è proprio dei migliori. La storia si basa tutta sulla lingua, sui dialetti e le loro differenze da regione a regione. Il povero Philippe, appena approdato a Passo di Calais (più precisamente a Bergues) rimarrà un po’ scosso: il dialetto degli “Ch’tis” quantomeno singolare ed incomprensibile, il formaggio puzzolente, ecc. C’è da dire però, che il protagonista non ci metterà molto ad abituarsi a questo nuovo stile di vita ed a fare amicizia con i suoi nuovi colleghi di lavoro e soprattutto con il suo nuovo dialetto. Il fulcro della vicenda sarà la moglie di Philippe, a cui il marito continuerà a raccontare che il nord è esattamente l’inferno che coloro che abitano al sud immagino, e quindi mentendo. Come andrà a finire? Non mancheranno storie d’amore, risate ma anche riflessioni e commozione. Non è sicuramente un film stupido, ma è una brillante commedia. In italiano, inevitabilmente, perde qualche “punto” a causa del doppiaggio. Credo che chi conosca il francese e avrà la possibilità di guardarlo in lingua originale si divertirà come non mai. Il personaggio più simpatico, a mio parere, è quello di Antoine Bailleul. E’ il postino, quello che sembra più stupido per il modo in cui parla e per le sbronze giornaliere a cui abituerà anche Philippe, ma intanto l’attore che lo interpreta è anche il regista e lo sceneggiatore della pellicola (Dany Boon). “Giù al nord” è un film da vedere perchè è una bella commedia, perchè è una storia contro i pregiudizi (e qui sta il grande merito della pellicola che porta alla riflessione) e perchè dimostra come i doppiatori italiani abbiano saputo fare un grande lavoro “inventando” dal nulla nuovi dialoghi ed in sintesi una nuova “lingua”. Consigliato, nonostante i limiti “culturali” e territoriali. Titolo originale: “Bienvenue chez les Ch’tis”.

Annabelle e Philippe
Philippe:-Vuole dire “la coca cola”!-
Annabelle:-Ma è quello che ha detto: lo coco colo!-

Antoine (Daniel Boon)
Quando uno straniero viene a vivere al nord, raglia due volte: quando arriva e quando riparte.



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