L’esorcista

17Apr09

Finalmente l’ho visto. Erano anni che avevo il dvd nel mobiletto e, per un motivo o per un altro, non l’avevo ancora visto. “L’esorcista” è considerato da molti il film horror più terrificante della storia del cinema. Dopo averlo visto, concordo. Non sono un grandissimo esperto del genere horror (nella mia cultura cinematografica vi sono solo film di Dario Argento e John Carpenter di questo genere), ma credo che trovare una pellicola del genere, considerando anche che è del 1973, sia molto molto difficile. La storia è risaputa: Regan, figlia di una famosa attrice chiamata Chris MacNeil, da un giorno all’altro viene posseduta dal diavolo. Nessun medico troverà la giusta cura alla sua “malattia”, ed ecco che quindi entrerà in scena l’esorcista. La prima domanda che mi sono posto è: ma questa diventa assatanata da un giorno all’altro senza motivazione apparente? O ero talmente terrorizzato durante il film che non ho capito il motivo per il quale il diavolo si impossessa di lei? Dubbi personali a parte, rimane da commentare la qualità della pellicola. Va detto, “L’esorcista” è un signor film horror. C’è tensione, e sempre, dall’inizio alla fine; c’è una regia molto attenta e con trovate geniali (merito anche di alcuni effetti speciali); c’è quello che ci deve essere in una pellicola horror essenzialmente: il terrore. Non si riscontrano tempi morti se non nei primi minuti, durante le scene ambientate in Iraq. La colonna sonora è straordinaria: il motivetto tanto glorioso va di pari passo con la tensione del film, e lo stesso discorso vale anche per gli effetti audio (la presenza del diavolo, anche a livello sonoro, è costante). Per correttezza, preciso che la versione da me visionata è quella “rimontata” (è stata proprio rimontata o solo allungata? Non avendo visto il montaggio originale non posso saperlo) nel 2000. Immagino che cosa possa essere stato vederlo al cinema, davvero un’esperienza. Io invece l’ho visto nella mia cameretta in un tranquillo pomeriggio di Aprile, non al buio. Difetti del film? Forse qualche esagerazione nella parte finale, ma ci può stare. Non si corre mai il rischio in questo caso, a mio parere, di trasformare il film horror in film demenziale, con effetti comici insomma. Agli appassionati piacerà, ai non appassionati o ai “deboli di cuore/stomaco” (come si dice sempre) consiglio proprio di astenersi dalla visione. Uomo avvisato, mezzo salvato. Ottenne a suo tempo dieci candidature al premio Oscar, da cui si materializzarono le statuette per la miglior sceneggiatura (a Blatty) e per il miglior sonoro. Concludendo cito il Morandini: “c’è un punto indiscutibile: è un film che mette paura”.

Alcuni particolari da Wikipedia, che rendono il tutto ancora più sconvolgente:

La maniacale cura dei dettagli di William Friedkin (il regista, ndr) divenne proverbiale:
dopo 15 ciak falliti, schiaffeggiò violentemente Padre O’Malley per rendere realistico il suo dolore mentre amministra l’estrema unzione a Padre Karras;
sparava alle spalle dei suoi attori quando voleva da loro una reazione di spavento improvviso;
non avvertì Jason Miller della zuppa di piselli che stava per essergli vomitata addosso da Eileen Dietz (controfigura di Linda Blair), in modo che la sua reazione di disgusto fosse naturale;
costrinse Mercedes McCambridge, per rendere più “demoniaca” possibile la sua voce, a fumare tre pacchetti di sigarette al giorno, bere quotidianamente whisky e a mangiare solo uova crude e mele acerbe;
i rumori emessi da Regan appartengono alla voce della McCambridge unita al rumore di uno sciame di api infuriate rinchiuse in un barattolo, alle grida di maiali portati in un mattatoio e alle urla di un ragazzo sottoposto a esorcismo.

Gli incidenti sul set del film furono tali che Friedkin chiese a Padre O’Malley di fare un esorcismo per liberare il set da eventuali influenze del maligno:
Dopo due giorni di riprese, un misterioso corto circuito provocò un incendio che distrusse buona parte del set.
La morte di nove persone tutte legate al film, tra cui il fratello di Max Von Sydow, la nonna di Linda Blair, il figlio appena nato di un tecnico e l’addetto alla refrigerazione del set.
La morte dell’attore Jack MacGowran, il cui personaggio muore anch’esso nel film.
Ellen Burstyn si slogò il collo e Linda Blair si ruppe alcune vertebre della schiena.
La strana sparizione della gigantesca statua del demone assiro Pazuzu che, spedita in Iraq per le riprese del prologo, finì per qualche oscuro motivo a Hong Kong, dove fu fortunatamente recuperata all’ultimo momento.



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