Il calcetto come metafora della vita. Si corre avanti e indietro per tutto il giorno tra lavoro e famiglia, ma la sera ci si ritrova puntualmente al campo per la partita settimanale di calcetto con gli amici. Tante storie che si intrecciano: chi ha l’azienda, chi studia, chi progetta figli. La vicenda si evolve di pari passo con il “campionato” di calcio a 5. Si inizia uniti, tutti per lo stesso obiettivo, e poi mano a mano si perdono i pezzi. Iniziano a venire fuori i problemi, le amicizie iniziano a frantumarsi o comunque ad avere delle crisi come anche i matrimoni. “Amore, bugie e calcetto” è una brillante commedia italiana, cosa rara al giorno d’oggi. Si ride, si ride parecchio grazie al brio degli attori ed all’equivocità delle situazioni. La differenza con un cinepattone qualsiasi? L’assenza di volgarità, la varietà di situazioni e lo spazio alle riflessioni in alcune parti della pellicola. Claudio Bisio fa il Christian De Sica della situazione, va a letto con tutte (ragazza del figlio compresa). Giuseppe Battiston (attore che raramente è protagonista dei film in cui recita ma che lascia sempre la sua impronta) interpreta “Mina”, l’allenatore della squadra che però batte anche le punizioni: dispensa consigli a tutti, sia sul campo che fuori, forse per non pensare ai suoi problemi. Filippo Nigro interpreta Lele, che è protagonista di un’inversione di ruoli con la moglie Silvia, interpretata dalla sempre splendida Claudia Pandolfi: lui casalingo, lei lavoratrice. Bisognerebbe anche citare Piero, Adam, Viola, Venezia, Martina e tutti gli altri personaggi, ma dato il loro numero e la mia voglia di mantenere sempre un certo livello di sorpresa nello spettatore preferisco evitare. Alla lettura dei titoli di coda mi è preso un colpo: il regista è Luca Lucini, che nel 2004 “diresse” nientepopodimenoche “Tre metri sopra il cielo”. Per fortuna qui non ci sono Scamarci, ragazzine ormonose e bulli di quartiere. Qui ci sono solo bravi attori, storie semplici forse un po’ banali e poco originali, ma pur sempre divertenti. Quello che ci vuole per ridere un po’, per due orette spensierate. Il finale, sulle note di “Ci parliamo da grandi” di Eros Ramazzotti, ci mostra la maturazione dei personaggi, il loro cambiamento e la loro crescita. C’è chi non è più in squadra ed è sostituito da nuovi ingressi, ma l’importante è che si è ritrovata la sintonia iniziale. Si ritrovano i veri amici, non quelli falsi che hanno cambiato squadra. Ci si ritrova tutti insieme, felici e contenti come ogni lieto fine. E per alcuni anche con la famiglia allargata. Lo ammetto: se avessi saputo il nome del regista ed i suoi film passati, forse non l’avrei visto. Ma me ne sarei pentito. Consigliato.

angela finocchiaro a claudio bisio
ti droghi per giocare a calcetto con tuo figlio e prendi il viagra per farti le sue amiche
Giuseppe Battiston a Filippo Nigro
Conosco molta gente pentita di essersi sposata, ma nessuno che si sia pentito di avere avuto un figlio.

Giuseppe Battiston
Sono bravissimo a risolvere i problemi degli altri ma non sono in grado di curare i miei…

dialogo tra Vittorio e il Venezia
Vittorio: che vuol dire TVSBX
Venezia: che te le scegli troppo giovani





One Response to “Amore, bugie e calcetto”  


  1. 1 Amore, bugie e calcetto « Danmartin

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