Yuppi Du

13Feb09

Non me lo sarei mai aspettato. Non mi sarei mai aspettato un film di questa qualità da Adriano Celentano. Ora, se possibile, lo stimo ancor più di prima. “Yuppi Du” è un film del 1975 (annata d’oro, visto che fu lo stesso anno di “Profondo rosso”, tra gli altri) uscito finalmente in dvd e trasmesso da Sky in una versione restaurata e in parte rimontata nel 2008 dallo stesso Celentano. Non era mai uscito in videocassetta, ed ebbe solo quattro passaggi in televisione (tre su Canale 5 ed uno su Italia 1, da quello che ho letto). E’ sempre stato quindi un film raro, e comprensibilmente tale. “Yuppi Du” sconvolge, scandalizza, stravolge gli schemi, innova, ed è quanto di più strano ci si possa immaginare. Fu definito da subito “un caso”, io lo definirei piuttosto una perla del cinema italiano. Non è una pellicola tradizionale, o classica. “Yuppi Du” riesce in maniera eccezionale ad amalgare una moltitudine di elementi, ed a farli convivere alla grande. Personaggi che a volte parlano e a volte pensano parlando, sottotitoli e didascalie, fermi immagine e flashback, riprese dal basso e dall’alto, scene che anticipano il contenuto delle scene seguenti con brevi fotogrammi, e via discorrendo. “Yuppi Du” è pieno zeppo di innovazioni, sia tecniche che sonore. E’ del 1975 appunto, ma riesce ad essere innovativo anche nel 2009 a parer mio. E’ stato definito un film senza tempo, e non posso che essere più d’accordo. Anzi, un ulteriore pregio di questo lavoro è che anticipa i tempi, e di molto, quasi come se Celentano fosse un veggente. Fa riflettere sulle morti bianchi, sulla violenza sulle donne, sulla divisione classista, sull’inquinamento e sull’arte moderna, per dirne qualcuno. Tutti argomenti attualissimi, ma trattati nel 1975. Pazzesco. Ma questo film parla soprattutto di amore, il motore di tutto in fondo. La storia narra di Felice Della Pietà, un povero veneziano sposato in seconde nozze con Adelaide (interpretata da Claudia Mori, la vera moglie di Celentano). Un giorno Felice si reca alla tomba della prima moglie, Silvia, e qui scoprirà che Silvia in realtà non è morta ma è voluta scappare dalla povertà alla ricerca di un’altra vita, una vita dove i soldi contano molto. La contrapposizione è proprio questa: per Felice conta l’amore, e basta, mentre per Silvia contano anche i soldi ed i beni materiali. Non svelo altro della storia, ma posso dire che il finale non è affatto scontato, è incerto ed anche abbastanza stravagante (come tutto il film, del resto). “Yuppi Du” teoricamente dovrebbe essere una commedia musicale, è così che viene definito. Forse è una definizione troppo limitata, poichè in questa pellicola si ride, si piange, si riflette. Come già detto c’è un po’ di tutto, anche musicalmente parlando: si spazia dalla musica classica al rock, passando per il pop. Una profusione di suoni, immagini, colori che fanno di questa pellicola un oggetto davvero raro e prezioso, che tutti gli appassionati di cinema non possono lasciarsi scappare. Bisogna approcciarsici tenendo conto quanto detto finora: non bisogna aspettarsi un film classico e tradizionale, ma qualcosa fuori dagli schemi, stravagante e “strana”. Dopo questa fondamentale promessa, una buona visione è assicurata. A me come già detto ha stupito, perchè pur avendo già da prima una grande stima di Celentano, non mi aspettavo che riuscisse a fare una pellicola di questo calibro. Complimenti davvero. Tra i preferiti.



One Response to “Yuppi Du”  

  1. “Yuppi Du” è un film che colpisce per la sua ricchezza e per la sua estrosità, “con un senso felicissimo dello spettacolo, sia musicale sia teatrale; e con molte intuizioni cinematografiche, linguistiche, tecniche” (Gian Luigi Rondi).
    Un’opera che, con i suoi toni assurdi surreali grotteschi…, si ispira direttamente (con rispetto sensibilità e intelligenza) ad autori come Buñuel Jodorowski Brecht Beckett. Un’opera imprevedibile, dove ogni scena costituisce una sorpresa.


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