“Lasciami entrare” è quello che io definisco un film horror. Se penso alla mia idea di horror, in questo momento, mi viene in mente questo film. E’ il migliore nel suo genere che abbia mai visto, eccetto ovviamente le pellicole di Dario Argento e John Carpenter. Uscito in Italia diversi mesi dopo rispetto ai paesi nordici, “Lasciami entrare” è un horror di nicchia, per veri appassionati. Una premessa va fatta: chi entrerà in sala sperando di vedere uno splatter in stile “Saw”, “Hostel” ecc., rimarrà deluso. Va detto. “Lasciami entrare” (titolo originale: “Låt den rätte komma in”) possiede infatti la straordinaria capacità di inquietare e far rabbrividire senza necessariamente mostrare scene da vomito o comunque claustrofobiche. Aiutano gli ambienti (i paesi nordici, appunto), il buio molto spesso presente, aiuta la storia. In parallelo alla storia horror, infatti, viene mostrata anche la storia d’amore tra i due protagonisti, Oscar ed Eli. Questo è un merito in più per la pellicola: oltre alla parte horror infatti, “Lasciami entrare” è anche un bel film d’amore. Strano ma vero. Una storia d’amore senz’altro difficile, travagliata, “impossibile”, ma affascinante proprio per questo. Una storia d’amore finalmente pulita, giacchè vissuta da due bambini che insegnano a noi “grandi” che l’amore non deve essere per forza come viene sempre mostrato nelle altre pellicole e come poi in realtà è. Oscar ed Eli sono vicini di casa, si incontrano una volta proprio davanti alla loro abitazione e così iniziano a fare amicizia. Eli aiuterà Oscar a risolvere il cubo di Rubik, ed in cambio lui insegnerà a lei il codice Morse. I due comunicheranno tramite i muri proprio con questo alfabeto: punto, linea, punto.. e così via, picchiettando sul muro. Scene che a raccontarle non rendono l’idea, ma a vederle fanno davvero tanta tenerezza. L’amicizia, che poi si trasformerà in amore, tra i due sarà il filo conduttore di tutta la storia, fino all’ultima scena. La scoperta, da parte di Oscar, che Eli è un vampiro susciterà un po’ di ovvia perplessità all’inizio ma non ostacolerà troppo questo grande affetto tra i due bambini. Il film è lento, ma intenso. Non è sicuramente una successione in serie di colpi di scena, di improvvisi cambiamenti che non ti aspetti. E’ una pellicola che eleva il genere horror ad un livello più alto di quello a cui siamo purtroppo ormai abituati. Da sottolineare il grande contributo, a parer mio, della colonna sonora, che sottolinea i momenti più emozionanti ed intensi toccando nel profondo. Questo film è tratto da un libro di John Ajvide Lindqvist, che mi riprometto di leggere il prima possibile. La storia è semplice, il film anche, ma l’emozione che regala non è facile da trovare in un horror. Quando amore ed orrore si incontrano, e sono raccontate così bene, è difficile rimanere delusi. Fatto sta che in sala ero l’unico o quasi a cui la pellicola era piaciuta. I commenti come: “Ma che cavolata!”, “Ma era una commedia?” non mancavano. Forse oramai il pubblico è abituato a vedere l’horror in un altro modo, più lontano dai sentimenti e dalla paura e più vicino alla violenza. Io invece questo “Lasciami entrare” l’ho adorato: per la storia, per la sceneggiatura, per le musiche, per il ritmo, per la regia. Poco distribuito, come accade spesso per i grandi film. Definito “l’anti-twilight”, non posso che essere più d’accordo. Se infatti “Twilight” era un film pensato e realizzato per ragazzine adolescenti con gli ormoni a mille, e per diventare di moda, questo “Lasciami entrare” è sicuramente indirizzato ad un altro tipo di pubblico, quello che cerca il cinema e l’horror vero. Gioiello.



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