Il cosmo sul comò
Dicono che questo film non faccia ridere. Mah. Forse sarò io che sono un pazzo, dato che ho riso dall’inizio alla fine. Chissà. Aldo, Giovanni e Giacomo si ripresentano al cinema con un film ad episodi, quattro per la precisione, legati tra loro da un improbabile maestro chiamato “Tsu nam” e dai suoi allievi Pin e Puk. “Il cosmo sul comò” è un film in crescendo: i primi due episodi sono più “tranquilli”, diciamo così, mentre i restanti due sono divertenti a dir poco, almeno a parer mio visti i commenti della critica. Nel primo episodio si parla di vacanze: siamo al 3 agosto ed Aldo, Giovanni e Giacomo partono per le ferie. Ovviamente non mancheranno gli imprevisti, per un finale bizzaro. Nel secondo episodio Giacomo interpreta un prete, Giovanni il suo assistente alle “offerte” e Aldo il corteggiatore di una ragazza che lavora in un negozio di animali (è stato paragonato addirittura a Stallone in “Rocky” per quanto è imbranato, esagerati). Giovanni suddivide i soldi delle offerte così: un euro alla Chiesa, un euro al Signore, cinque euro per il suo piccolo fondo benessere. Tutto cambia quando, come una manna dal cielo, durante una sparatoria una valigetta vola via da una macchina ed arriva addosso ad Aldo. Nel terzo episodio, ecco la parodia di “Harry Potter” (così mi è stato riferito, io non l’ho mai visto quel maghetto): Aldo, Giovanni, Giacomo ed altri personaggi “prigionieri” in dei quadri. Qualche pernacchia, francesismo, e la risata ci scappa. L’ultimo episodio è sicuramente il più divertente: Giacomo ha problemi di fertilità e si rivolge alla dottoressa Frinzi, Gastani Frinzi. Avviene così che Giacomo dovrà cogliere “l’attimo giusto” per correre a casa dalla moglie interrompendo così una partita di calcetto o una seduta dal dentista. C’è da dire una cosa: con questo film il tempo vola. Appaiono i titoli di coda quando invece ti aspetteresti almeno un’altra ventina di minuti di pellicola, forse più. Mai come in questo caso è vero il luogo comune secondo il quale il tempo vola quando ci si diverte. Dando un giudizio agli episodi, quello complessivamente realizzato meglio è il terzo, quello dei quadri. Parlo di realizzazione tecnica, scenografia, situazione. E’ il più assurdo, ma quello che riesce ad avvicinare l’arte alla commedia con ironia (ma con rispetto!) regalando momenti a parer mio eccezionali. Se vogliamo parlare invece di quello puramente più “simpatico” e divertente è, come già detto, l’ultimo. La dottoresssa Gastani Frinzi, interpretata da Angela Finocchiaro, è irresistibile. Lo è anche la situazione, con un Giacomo che dopo essersene sentite dire di tutti i colori alla fine, giustamente, “scoppia”. “Il cosmo sul comò” è davvero la migliore alternativa possibile al cinepattone di De Sica: divertente, elegante, mai volgare. E’ il film che da vedere dopo una giornata triste, perchè, come direbbe Joker, ti stampa “un bel sorriso su quel faccino”. Se si va al cinema con leggerezza, solo per divertirsi, “Il cosmo sul comò” piacerà sicuramente, e tanto.

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ANCHE A ME il cosmo ecc è piaciuto molto; eppure a molti (ad es: i miei nipoti) è rimasta la bocca amara
CREDO che dipenda dal fatto che molti si aspettano sempre troppo da AG&G; non si può sempre realizzare il capolavoro, tipo TRE UOMINI E UNA GAMBA o CHIEDIMI SE SONO FELICE
perciò, per le aspettative eccessive con cui sono entrati in sala, restano delusi
AGGIUNGO in chiusura una considerazione filosofica sul GONG DELLA SAGGEZZA che i “santoni” suonano causando sempre disastri; tutti vorremmo che ci fossero formule miracolose e strumenti che risolvono ogni problema: NON CI SONO (favole a parte) e chi si illude di averli COMBINA SOLO GUAI