Changeling

23Nov08

Premessa: voglio almeno un Oscar per questo film.
Clint Eastwood ci dimostra ancora una volta come da attore “con due espressioni” (come diceva il grande Leone) si possa diventare un regista affermato e di successo. Questo “Changeling” è, senza dubbio, un altro grandissimo capolavoro di Eastwood. La storia è quella di Christine Collins, una madre alla quale viene rapito il figlio. Dopo mesi di ricerche, la polizia riporterà alla madre un bambino che, pur somigliando molto a quello rapito e affermando di essere Walter Collins, in realtà non lo è. Christine dirà subito alla polizia che quello non è il suo bambino, poichè ad esempio è alto diversi centimetri in meno del suo vero figlio, ma la polizia insisterà fino all’ultimo nel dire che in realtà Walter è stato ritrovato e riportato dalla vera madre. Per loro il caso è chiuso. Peccato però che la polizia non avesse fatto i conti con questa donna, Christine appunto, che prova per il figlio un amore infinito e che farà di tutto per ritrovarlo. Quello che fa riflettere, e tanto, durante e dopo la visione del film, è che quella narrata da questa pellicola è una storia vera. Verissima. Non semplicemente “basata su fatti realmente accaduti”, ma davvero una storia vera, fin nei minimi dettagli. Ed è così che non emozionarsi e non restare scioccati è impossibile. Come mio solito non voglio andare oltre nel raccontare la storia, perchè ritengo che bisognerebbe sempre andare al cinema sapendo il meno possibile della pellicola che si andrà a vedere (salvo i giudizi di critica e pubblico, ovvio, e la trama). Partiamo quindi da quanto ha detto la critica su questo film: da alcuni è stato ritenuto eccessivamente lungo, “classico” (con accezione negativa) ed anche noioso. Wow. Personalmente, non ho riscontrato nessuno di questi difetti. Eccessivamente lungo? Dura quasi due ore e mezza è vero, non è pochissimo, ma quanto può influire la durata di una pellicola sul giudizio della stessa se quella raccontata è una storia appassionante, emozionante, sconvolgente? Zero. Classico? Ma ben venga! “Changeling” racconta in una maniera meticolosa gli anni Venti in America, quelli prima e dopo la crisi del 29. E’ un po’ anche una lezione storica, se vogliamo dirla tutta, per la ricostruzione fedele degli ambienti e dei costumi, e tutto ciò è tutto tranne che negativo. Se poi vogliamo attribuire l’aggettivo classico alla regia della pellicola, sì, ci può stare, ma anche in questo caso non perde la sua accezione più che positiva. Un modo di fare cinema intenso, mai sopra le righe, attento, preciso, davvero emozionante come già detto. Non porterà innovazioni, ma lascia immergere totalmente lo spettatore dentro questa storia molto triste e commuovente senza autocelebrazioni o aspetti che stonano con quanto viene raccontato. La colonna sonora, se non sbaglio scritta dallo stesso regista, rispecchia in pieno lo spirito del film: la definirei “appropriata”, oltre che molto bella all’ascolto. La sceneggiatura descrive i personaggi abbastanza approfonditamente, lasciando spazio ad essi, ai loro sentimenti ed alle loro emozioni. Una scena straordinaria, storica, che resterà almeno per quanto mi riguarda nella storia del cinema, è quella che vede protagonista il personaggio Gordon Northcott, il pazzo della situazione. La sua fine, con quell’”Astro del ciel” cantato con un fil di voce, tocca nel profondo provocando rabbia, sdegno, emozioni contrastanti. “Changeling” è un grande lavoro, con un’ottima interpretazione di Angelina Jolie che si dimostra una brava attrice. Una pellicola che molto probabilmente verrà premiata, giustamente, nella notte degli Oscar. Un Cinema con la C maiuscola, un esempio per tutti, vecchi e giovani. Ancora una volta Clint Eastwood non sbaglia, regalandoci una perla cinematografica di rara bellezza ed intensità, e facendoci riflettere sull’amore tra madre e figlio, ma anche (e soprattutto?) sulla corruzione della polizia americana negli anni Venti. Capolavoro.

Angelina Jolie=Christine Collins
“Rivoglio mio figlio”




4 Responses to “Changeling”  

  1. 1 elena

    Concordo pienamente con quanto esposto da Danmartin. E’ da venerdì sera che non smetto di pensare a Christine, al suo dolore, alla sua forza ed anche alla sua profonda speranza. Angelina Jolie poi è superlativa. Scrivi che il film dura quasi 2 ore e mezza… non me ne sono accorta…è durato troppo poco, doveva durare di più, è talmente bello e gli anni venti sono talmente ben descritti ed impersonati che sarebbe potuto durare molto di più! Grazie Clint, sei sempre un mito! Capolavoro, STRAcapolavoro!

    • Sì Elena hai proprio ragione, non vedo l’ora che arrivi il 25 marzo per acquistarlo e rivedermelo a casa. Adesso vediamo anche come sarà questo “Gran Torino” che promette molto bene, sempre del grande Clint.
      Un abbraccio,
      Daniele

  2. 3 elena

    sai cosa ti dico? sono proprio curiosa di vedere the reader…..voglio stabilire quanto di più la kate winslett si è meritata l’oscar…….tu l’hai visto?

  3. Io l’ho visto e non ne ho parlato nel blog perché non mi è piaciuto affatto, tant’è che te lo sconsiglio personalmente. La prima parte è quantomeno inutile, scene di sesso degne di un film porno. La vicenda si snoda nella seconda parte, in cui viene raccontata la storia vera e propria… Non dico altro sulla storia, ma personalmente concordo con quella parte di critica americana che ha insinuato che con questa pellicola si “giustificassero” (le virgolette sono d’obbligo) le stragi naziste. Non mi dilungo oltre ma a parer mio non è un film da Oscar, e Angelina Jolie meritava la statuetta al posto della pratagonista di “The reader”, sicuramente.


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