Machan

23Set08

Tratto da una storia vera. Un gruppo di amici dello Sri Lanka decide di emigrare in Germania, per cercare di far vivere meglio sia loro stessi che le proprie famiglie. Si presenta all’ambasciata tedesca diverse volte, ma niente, non viene dato loro il visto necessario per emigrare. Così, dopo aver tentato il possibile, si tenta l’impossibile: creare lo “Sri Lanka National Handball Team”, ovvero la Nazionale di Pallamano dello Sri Lanka. Infatti, nell’ambito di un incontro tra Europa ed Asia, la Germania intende organizzare proprio una partita di pallamano con una squadra del continente asiatico. Nonostante le tante difficoltà (soprattutto quelle economiche, ma non solo visto che a quanto pare nello Sri Lanka la pallamano è uno sport sconosciuto), i nostri eroi riusciranno nell’intento. E’ uno di quei film d’autore che a me tanto piacciono, poichè anche questo “Machan” è una pellicola che racconta storie di gente comune, ed in questo caso particolare addirittura una storia vera. Lo sport è da sempre elemento di unione, condivisione, quello di squadra in primis. Ebbene, grazie a questo stratagemma si incontrano le vite di persone che prima non si conoscevano sicuramente così bene, che non avevano il fine comune di emigrare in Germania entrando a far parte di una squadra di pallamano, o almeno questo fine non era supportato da una così forte motivazione. Una grande lezione che questa storia dà a tutti noi, oltre a quella appena citata è che, veramente, le idee muovono il mondo. Quando si desidera fortemente una cosa si è pronti a tutto pur di realizzarla. A questo gruppo di ragazzi viene in mente quest’idea che a mio parere è davvero geniale. E’ vero, in realtà essi sono ancora clandestini, ma che hanno fatto di male in fondo? Si sono spacciati per una squadra di pallamano, non hanno fatto del male a nessuno. A livello di sceneggiatura ho ritenuto inopportune alcune scene (francamente evitabili in un contesto simile, ma sono proprio una minoranza fortunatamente), e il finale un po’ troppo lungo (almeno come prima impressione, visto che poi alla fine la maggior durata di questa parte del film è giustificata dalla conclusione della vicenda). Insomma, si è cercato di raccontare la storia nei minimi dettagli, come giustamente andrebbe sempre fatto, anche se bisogna considerare che in questo modo si lascia ben poco spazio all’immaginazione dello spettatore. Ma d’altronde, l’obiettivo di questa pellicola non è lasciar spazio all’immaginazione, ma far riflettere lo spettatore: noi siamo fortunati, molto, soprattutto in confronto a queste persone e ad altre che si trovano in una situazione ancora peggiore della loro. Nota significativa a margine: no, il film non è una palla, anzi, la vena comica non manca di certo come, di conseguenza, anche le risate. Buona visione.



One Response to “Machan”  

  1. Affresco sentito e sincero di quanto accade in gran parte del mondo a noi lontano ma le cui conseguenze ci riguardano sempre di più, ritratto partecipe e veritiero di personaggi dalla grande umanità, asciutta e non retorica denuncia dell’intolleranza e dell’ostilità verso chi ci appare diverso… un film oltremodo interessante e che onora il cinema italiano (così alieno dall’affrontare temi del genere non pesantemente).
    p.s.
    ti ho linkato, ciao


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